AI Act: cosa cambia per commercialisti e consulenti
Guida pratica al Regolamento UE 2024/1689 e alla Legge 132/2025 per studi professionali. Obblighi, scadenze e come prepararsi.
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Cosa prevede l'obbligo di AI literacy, chi riguarda, quali sanzioni rischia chi non si adegua e come adempiere entro la scadenza.
L'Art. 4 del Regolamento UE 2024/1689 (AI Act) impone a tutte le organizzazioni che utilizzano sistemi AI di garantire un'adeguata formazione in materia di intelligenza artificiale al proprio personale. L'obbligo e' applicabile dal 2 agosto 2025 e riguarda anche gli studi professionali.
Non si tratta di un obbligo formale: la mancata AI literacy espone a sanzioni, responsabilita' professionali e rischi operativi concreti.
Il testo dell'Art. 4 e' sorprendentemente chiaro:
I fornitori e i deployer di sistemi di AI adottano misure per garantire, nella misura del possibile, un livello sufficiente di alfabetizzazione in materia di AI del loro personale e di altre persone che si occupano del funzionamento e dell'uso dei sistemi di AI per loro conto, tenendo conto delle loro conoscenze tecniche, della loro esperienza, istruzione e formazione, del contesto in cui i sistemi di AI devono essere utilizzati e delle persone o dei gruppi di persone su cui i sistemi di AI devono essere utilizzati.
In sintesi: chi usa AI deve capire cosa sta usando. La profondita' della formazione deve essere proporzionata al ruolo e al rischio.
L'obbligo riguarda sia i provider (chi sviluppa AI) sia i deployer (chi la usa). Per gli studi professionali, la categoria rilevante e' quella di deployer.
Se nel tuo studio anche una sola persona usa ChatGPT, Microsoft Copilot, software gestionale con funzionalita' AI o qualsiasi altro strumento basato su intelligenza artificiale, l'obbligo si applica.
Non ci sono esenzioni per dimensione: uno studio con 2 persone ha lo stesso obbligo di uno con 200.
L'AI Act non prescrive un programma formativo specifico, ma indica i criteri per valutare la sufficienza:
Per un commercialista, "livello sufficiente" significa sapere perche' non ci si puo' fidare ciecamente di un parere generato da ChatGPT, quali dati e' sicuro inserire in un tool AI e quali no, e come documentare l'uso dell'AI nelle attivita' professionali.
L'Art. 99 dell'AI Act prevede sanzioni per la mancata conformita'. Per la violazione dell'Art. 4, le sanzioni possono arrivare a 7,5 milioni di euro o l'1,5% del fatturato globale (per le imprese).
Per le PMI e gli studi professionali, le sanzioni sono proporzionate, ma restano significative. Il Considerando 161 chiarisce che le autorita' devono tenere conto della dimensione dell'organizzazione.
Oltre alle sanzioni dirette, la mancata AI literacy espone a:
Valuta il livello attuale di conoscenza AI di tutto il personale:
Progetta un percorso formativo proporzionato:
Eroga la formazione e documenta:
L'AI evolve rapidamente. Pianifica aggiornamenti:
Il workshop AI Literacy di Gitogi e' progettato specificamente per studi professionali italiani e include:
La formazione copre tutti i requisiti dell'Art. 4 ed e' erogata da professionisti con esperienza sia in AI che in governance normativa.
Agosto 2025 non e' lontano. Se non hai ancora avviato un percorso di AI literacy, il momento e' adesso. Il nostro consiglio: non aspettare l'ultimo mese. Una formazione fatta con calma e' piu' efficace di un corso dell'ultimo minuto.
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L'Art. 4 del Regolamento UE 2024/1689 stabilisce che i fornitori e i deployer di sistemi AI devono garantire un livello sufficiente di alfabetizzazione in materia di AI al personale che opera con tali sistemi. La formazione deve essere proporzionata al ruolo, al contesto d'uso e al livello di rischio del sistema AI.
L'obbligo e' applicabile dal 2 febbraio 2025 per le pratiche vietate, ma l'Art. 4 sull'AI literacy si applica dal 2 agosto 2025. Questo significa che entro quella data ogni organizzazione che usa AI deve aver formato adeguatamente il proprio personale.
Servono tre elementi: (1) una valutazione delle competenze attuali del personale, (2) un programma formativo che copra funzionamento, limiti, rischi e uso responsabile dell'AI, (3) documentazione della formazione erogata. Non esiste un formato obbligatorio, ma la formazione deve essere proporzionata al contesto d'uso.
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